Esclusivamente per LUI

Negli ultimi mesi, diverse griffe hanno investito in grandi boutique

dedicate alle sole linee uomo. Una rincorsa ai fashion addicted al

maschile che non risparmia neanche la rete.

Chi sostiene che lo shopping sia ‘cosa da donne’, si prepari a ricredersi. Negli ultimi mesi, infatti, i marchi del lusso sembrano quasi aver fatto a gara ad aprire, nelle più prestigiose piazze internazionali degli acquisti haut-de-gamme, flagship store dedicati esclusivamente alle proprie collezioni al maschile. La più recente inaugurazione è stata, nel quartiere milanese di Brera, del primo negozio ‘men’s only’ di Gucci in Europa. Un’idea già testata con successo in altri mercati, come Brasile, Giappone e Cina, riproposta in uno spazio di ben 800 metri quadrati sue trvalentino-mens-autumn-fall-winter-2013-pfw4e piani che ospita linee in edizione limitata, servizio su misura, bar, e il
‘Lapo’s Wardrobe’, la speciale collezione disegnata da Elkann con Frida Giannini. “Il business al maschile, calzature e abbigliamento – ha dichiarato l’AD Patrizio di Marco in un’intervista in occasione dell’opening – è pari a oltre 400 milioni, una dimensione di tutto rispetto specie se confrontato con aziende specializzate in una delle due categorie”. Forse anche a dimostrazione della crescente importanza strategica del menswear il marchio ha scelto proprio lo store di Brera per il progetto Google Business Photos, che permette, tramite Google Maps, un tour virtuale della boutique direttamente da mobile o da tablet. Per affascinare facoltosi gentiluomini anche via web. Sempre lo scorso luglio, a Londra, sulla patinatissima – e costosissima per i retailer – New Bond Street ha aperto i battenti una boutique uomo targata Dolce & Gabbana, inaugurata nel primo giorno delle sfilate di London Collections: Men. Lo store, il quarto della griffe nella capitale inglese, ha dettagli curatissimi – ci sono antiche mappe della Sicilia scovate dai due stilisti tra mercatini e antiquari, ma anche copie vintage di Playboy e, nella sala del camino, i ritratti di William e Kate – e servizi per ‘coccolare’ i signori, dal su misura al barbiere. Per Dolce & Gabbana, il business è ripartito a metà tra donna e uomo. Ancora a Londra, a giugno, sulla scia dei risultati del primo negozio, più piccolo, la boutique uomo di Jimmy Choo ha traslocato in uno spazio più ampio in Dover Street. “Siamo entusiasti di aver aperto un nuovo flagship men’s only a Mayfair, la casa spirituale dell’uomo Jimmy Choo – ha commentato il CEO Pierre Denis -. Lo store è un importante passo nella crescita di Jimmy Choo Men”. Secondo alcuni rumours, il marchio inglese potrebbe replicare nel 2014 a Shanghai, anche se dall’azienda non hanno confermato. Ralph Lauren, invece, oltre ad aver appena inaugurato un corner di 200 metri quadrati per le collezioni uomo luxury nel department store londinese Selfridges, lo scorso giugno ha tagliato il nastro del suo primo flagship asiatico ‘per soli uomini’, uno spazio di oltre 900 mq a Hong Kong. Anche qui non mancano le linee su misura e una serie di fasti alla Grande Gatsby, inclusa la mega-riproduzione sulla facciata di un quadro a tema equestre dalla collezione privata di Mr Lauren.
A New York, dove Hermès ha già uno store al maschile dal 2010, Lanvin lo scorso febbraio ha aperto su Madison Avenue. Valentino, infine, ha annunciato a luglio, in occasione della sfilata uomo parigina, un piano di aperture di boutique al maschile volto ad accrescere questa parte del business. “Il menswear – fanno sapere dall’azienda – sarà al centro di un’espansione retail. La prima boutique sarà inaugurata a gennaio 2014 a Parigi in occasione della fashion week uomo. Ma diversi altri Paesi saranno coinvolti nel progetto”.

AL MASCHILE ANCHE IN RETE
E il fenomeno non ha riguardato solo la dimensione ‘brick and mortar’, ovvero il retail fisico. Già da qualche tempo i protagonisti dello shopping di moda online, come Yoox, Asos o Gilt, hanno sezioni dedicate all’uomo. Net-à-porter, altro gigante 1296214_Dover-Street-Lower-Ground-Jimmy-Choo3che fa capo a Richemont, nel 2011 ha lanciato la versione al maschile Mr Porter. Nato con un’ottantina di designer in vendita, di cui solo dieci grandi griffe, oggi il sito offre prodotti di oltre 170 brand, con nomi come Gucci, Givenchy, Burberry, Lanvin, McQueen e Dolce & Gabbana, consegna in più di 170 Paesi, ha aperto un magazine online, quattro uffici in tre continenti e un servizio di personal shopping. East Dane, il canale ‘per lui’ di Amazon, ha appena debuttato a settembre. Il portale offre per il momento circa 70 marchi di abbigliamento, scarpe e accessori, ma dovrebbe raggiungere in breve tempo circa 200 firme. “Abbiamo visto un’opportunità nel mercato attuale per il lancio di una piattaforma progettata specificamente per gli acquisti della moda maschile – ha dichiarato Jeff Yurcisin, presidente di East Dane e di Shopbop, l’e-store per donna di Amazon nato nel 2006 –.Questo non è un clone di Shopbop, ma un mezzo per creare un’esperienza personalizzata per i ragazzi,grazie a una serie di prodotti e servizi in
grado di soddisfare le esigenze dei clienti”.

UN RISVEGLIO ANNUNCIATO 

Le motivazioni dietro questo ‘risveglio’ maschile sono diverse. “È innemens_dover_streetgabile che la parte menswear e accessori uomo in alcuni mercati cresca più di quella femminile – afferma Mario Ortelli, Senior Research Analyst Luxury Goods presso Bernstein –. L’apertura di negozi men’s only, però, più che da un’idea di separare il retail uomo e donna deriva dalla scarsità di location di lusso in grado di contenere tutte le collezioni insieme. Diverso è il caso di Gucci. Il flagship uomo aperto a Milano in un’area fuori da Quadrilatero è una scelta non convenzionale: credo sia un negozio pilota, per testare in particolare la vendita ai ‘VIC’, i very important customers”. Quello dell’uomo è un mercato in rapida crescita ma ancora poco servito a livello distributivo, dunque offre maggiori opportunità. Inoltre in Paesi come la Cina, secondo una ricerca di Clsa, gli uomini pesano per il 55% del mercato luxury, una quota superiore al 40% medio globale. Anche in altri Paesi asiatici, in Russia e in Medio Oriente spesso sono gli uomini a fare spese deluxe. Considerando che nelle principali vie dello shopping internazionale la quasi totalità di acquisti è fatta da clienti provenienti da questi Paesi, l’ondata di sfavillanti vetrine, virtuali e non, dedicate ai gentiluomini, stupisce un po’ di meno.

Londra cerca i talenti del menswear

In alto l’uomo. Il British Fashion Council insieme a Gq ha svelato un nuovo premio dedicato ai giovani talenti della moda. La novità, in questo caso, sta nel fatto che il riconoscimento sarà riservato esclusivamente alle promesse del menswear. L’award, sponsorizzato dal marchio di telefoni cellulari di lusso Vertu, premierà con 200mila sterline (pari a circa 240mila euro) lo stilista inglese che si saprà distinguere nella creazione di abiti strettamente declinati al maschile. La decisione di istituire il Bfc/Gq Designer Menswear Fund è stata presa dopo il grande successo conseguito dalle ultime edizioni della fashion week maschile londinese. Il riconoscimento, che affiancherà al premio in denaro un servizio di consulenza mirata per espandere il business del vincitore, è il primo nella storia della moda dedicato esclusivamente all’uomo (in precedenza, sia il francese Andam che l’americano Cfda/Vogue Designer Fashion Fund avevano già premiato creatori di moda maschile, ma non in via esclusiva). “Il premio segnala i passi da gigante fatti dal comparto negli ultimi due anni e dona la possibilità a giovani di grande talento di lanciare il proprio business nel
mondo”, ha dichiarato Caroline Rush, CEO del British Fashion Council.

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